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Ambiente

La problematica ambientale dei tronchi e detriti nei fiumi

La nostra nazione, vista anche la sua particolare conformazione geologica, è ricca di fiumi e corsi d’acqua che partono dai rilievi alpini e appenninici per sfociare poi nei diversi mari che bagnano la penisola. La situazione dei fiumi negli ultimi anni sta però diventando preoccupante in quanto la maggior parte dei letti di questi corsi d’acqua si sta riempendo sempre di più di tronchi e detriti. Questa situazione è comune a fiumi e torrenti che sono situati sull’intero territorio nazionale, da nord a sud, e inizia a destare preoccupazione sempre maggiore. Ciò è dovuto alle enormi difficoltà che sia i detriti sia gli alberi che vengono trascinati lungo il corso del fiume possono provocare. Cerchiamo di capire meglio il problema e di capire quali possono essere le possibili soluzioni.

Quali rischi comporta un fiume pieno di detriti e tronchi di alberi

Precisiamo innanzitutto che esiste una quantità di detriti che potremmo definire fisiologica che viene trasportata dal fiume lungo il suo percorso dalla sorgente fino a quando sfocia al mare e che si deposita nel letto del fiume. Questa quota parte di detriti non desta preoccupazione. Viceversa assumono maggiore rilevanza i tronchi di alberi che si spezzano lungo i rilievi montuosi e collinari, in seguito al maltempo, che per un certo tempo seguono il corso del fiume e poi si fermano in un punto in quanto trovano un ostacolo che non permette loro di proseguire fino a valle. Questi tronchi necessitano per forza di essere rimossi con degli speciali escavatori dotati di apposite pinze per tronchi.

Questa situazione è difficile già di per sé, a ciò bisogna aggiungere anche che a causa della speculazione edilizia che nel corso degli anni ha visto costruire abitazioni praticamente dovunque lungo le dorsali di colline e montagne, quell’azione drenante delle acque piovane non è più presente.

Dunque, nel momento in cui si manifestano fenomeni meteorologici di particolare intensità, i letti dei fiumi si ingrossano trasportando praticamente di tutto e dando luogo molto spesso a esondazioni dei corsi d’acqua con tutte le conseguenze che queste comportano.

Lungo il corso dei fiumi, inoltre, sono frequentemente presenti alberi di grossa dimensione che in caso di una piena di particolare portata comporterebbe anche il rischio che questi possano essere trascinati via fino a fondo valle. A rendere ancora più gravosa la situazione è la presenza di ghiaia, ciottoli e sassi di varia dimensione che sul fondo del letto del fiume tendono a formare una sorta di diga naturale con dislivelli di vario genere che possono comportare ulteriori ostacoli al naturale decorso delle acque. Il pericolo di esondazione dei fiumi deve essere attentamente valutato anche in considerazione del fatto che molto spesso sopra i fiumi si trovano ponti e attraversamenti pedonali che, in caso di altezza delle acque al di sopra dei normali limiti potrebbero comportare ulteriori conseguenze negative.
Molto spesso sono i sindaci delle zone a maggiore rischio idrogeologico a lanciare l’allarme contro la situazione drammatica dei letti dei fiumi poiché a loro spetta la responsabilità di garantire l’ordine pubblico e la sicurezza delle aree che amministrano. La domanda quindi che ci si pone in tutte queste circostanze è: Cosa bisogna fare?

Detriti e alberi nei fiumi: prevenzione e pulitura

Prima di entrare nel dettaglio delle modalità con le quali si effettua la pulizia dei letti dei fiumi è necessario precisare che la prima opera da eseguire è quella delle prevenzione.

Infatti, nell’ipotesi in cui venissero seguite tutte le necessarie attività per assicurare che i corsi dei fiumi siano privi di detriti e tronchi di albero, gli effetti devastanti della piena di un corso d’acqua sarebbero sensibilmente ridotti.

Ma quali sono le attività di prevenzione da eseguire per ottenere questi risultati?

In primo luogo è necessario capire qual è la situazione attuale. Negli ultimi anni, i terreni sono diventati sempre più aridi a causa della crescente siccità e sono stati via via erosi dalle piogge che si sono manifestate con intensità abbastanza elevata. Stabilita quella che è la situazione di partenza, l’opera di prevenzione deve innanzitutto mettere in campo delle azioni che siano in grado di rimettere in sesto i corsi d’acqua che risultano degradati.

In che modo?

Innanzitutto, ripristinando quello che è l’alveo naturale del fiume e subito dopo ripristinare le casse di espansione del fiume, e cercare di crearne laddove possibile di nuove, al fine anche di favorire che alcune specie animali possano lì trovare rifugio.
Bisogna poi che amministrazioni locali e centrali, con l’aiuto di esperti di geologia, si adoperino per limitare o eliminare totalmente l’erosione del suolo, sia con interventi su alcune attività agricole sia con il rimboschimento di colline e montagne, adottando una nuova politica della silvicoltura. A questo punto bisogna poi dedicarsi alla pulizia degli alvei fluviali rimuovendo i detriti in eccesso e i tronchi d’albero che creano ostacolo alle acque. I corsi d’acqua caratterizzati da eccessiva presenza di alberi creano, come detto, ostacolo alle acque che in caso di piena possono creare delle ondate particolarmente pericolose.

In questo caso bisogna intervenire in due differenti modalità:

  • Lungo le sponde
  • Dentro l’alveo inciso

Nel primo caso bisogna procedere ad un taglio selettivo ed accurato delle piante e degli alberi, prestando però attenzione per questi ultimi in quanto deve essere evitato il taglio a raso: le radici degli alberi effettuano un’importante azione drenante e inoltre molti alberi forniscono rifugio e cibi per diverse specie di uccelli. All’interno dell’alveo inciso, invece, bisogna procedere nei punti di magra del fiume a rimuovere tutti gli alberi che superino un determinato diametro ed effettuare delle periodiche operazioni di ceduazione. Nell’eseguire questo intervento bisognerà porre principalmente attenzione agli alberi che ostacolano il regolare deflusso delle acque con fasce di discontinuità di circa 1000 metri.

Si dovrà poi verificare che la vegetazione presente abbia il requisito della flessibilità. Questa caratteristica assicura infatti che le piante e gli alberi si flettano nel periodo di piena sotto la spinta dell’acqua contribuendo nello stesso tempo alla riduzione della velocità della corrente, ma restando ancorati al letto senza creare ostacolo. In definitiva la pulizia e la manutenzione degli alvei fluviali deve essere effettuata attraverso un attento percorso di preparazione, eseguito da tecnici specializzati che sappiano individuare con precisione quali interventi risultino necessari.