licenziato per giusta causa
Lavoro

Licenziamento per giusta causa: Si ha diritto alla disoccupazione?

Cosa si intende per licenziamento per giusta causa?

Il datore di lavoro, nel settore privato, può avviare il licenziamento per giusta causa di un proprio lavoratore, assunto sia con contratto a tempo determinato che a tempo indeterminato, quando vengono a mancare in maniera totale la disciplina e la condotta.

Ad esempio se il lavoratore si è assentato per più di quattro giorni dal lavoro senza avvisare e senza un valido motivo; se in caso di assenza per malattia abbia svolto altre attività tra cui lavoro presso altri; qualora abbia generato delle risse interne o dei gravi atti di insubordinazione con i colleghi e con i suoi datori di lavoro. Gli atteggiamenti del lavoratore in questione sono di una gravità tale da necessitare di troncare di netto il rapporto di lavoro. Questo per essere valido dev’essere fatto in forma scritta con comunicazione online e non verbale. Nonostante si venga licenziati per questi gravi motivi al lavoratore licenziato spetta l’ indennità disoccupazione licenziamento giusta causa. Chiamata anche NASPI.

Quindi per rispondere alla domanda del titolo: si. Spetta la comunemente detta disoccupazione dopo licenziamento. La NASPI spetta in ogni tipologia di perdita del lavoro in modo involontario da parte del lavoratore dipendente del settore privato. Anche al dipendente licenziato per giusta causa ha diritto alla disoccupazione. Inoltre, se all’interno del luogo di lavoro si è verificato un determinato evento, non attribuibile al lavoratore ma da spingerlo a chiedere le dimissioni per giusta causa perché è impossibile proseguire il rapporto di lavoro, gli verrà concessa l’indennità della NASPI.

Non si può beneficiare dell’indennità di disoccupazione licenziamento per giusta causa quando il licenziamento è fatto volontariamente tramite le classiche dimissioni o con un accordo unilaterale tra le parti: datore di lavoro e dipendente. Da quando è stata introdotta vi è stato un incremento di licenziamento per giusta causa. Ma anche se ad alcuni può sembrare strano, ci sono dei dipendenti che si fanno licenziare per usufruire delle indennità disoccupazione giusta causa che l’INPS eroga in questi casi per 2 anni. L’indennità di disoccupazione licenziamento giusta causa viene chiamata anche “tassa del licenziamento”. Poiché il datore di lavoro del dipendente che si è licenziato o è stato licenziato, deve versare una somma pari al 41% della ASPI per ogni 12 mesi di anzianità maturata in azienda negli ultimi tre anni.

Requisiti per poter usufruire della NASPI nel 2017

La NASPI è rivolta solo ai dipendenti del settore privato che:

  • sono stati assunti con contratto di lavoro dipendente o a tempo determinato o a tempo indeterminato;
  • sono volontariamente disoccupati, ovvero non hanno presentato le dimissioni;
  • abbiano maturato 13 settimane di contribuzione negli ultimi 2 anni;
  • abbiano effettuato almeno 30 giorni di lavoro nell’ultimo anno.
  • Se ne ha diritto per due anni in caso il lavoratore abbia lavorato ininterrottamente per 4 anni; per un anno in caso abbia lavorato per due anni ininterrotti. Se invece ha lavorato per un solo anno in maniera continua gli spetteranno 6 mesi di indennità. Questo ovviamente si calcola a partire dagli ultimi 4 anni e non da quando è stato assunto il lavoratore. Si fa comunque riferimento agli ultimi 4 anni.

Come si calcola la NASPI?

In nessun modo l’indennità deve superare i 1300,00€ mensili.

L’importo mensile sarà pari al 75% dell’imponibile medio percepito mensilmente degli ultimi 4 anni.