Salute

Che cos’è un farmaco biologico?

Si parla di farmaci biologici per fare riferimento a molecole proteiche complesse la cui sintesi presuppone un processo piuttosto complesso. Si tratta di farmaci riconosciuti dalla medicina ufficiale, che non vanno confusi con quelli “non convenzionali”.

Le caratteristiche di un farmaco biologico variano proprio in base al processo, e cioè alle procedure che vengono messe in pratica e alle cellule che si impiegano. Questo vuol dire che la composizione delle molecole proteiche può essere modificata nel caso in cui una qualunque parte del processo dovesse venire alterata: il che potrebbe compromettere l’efficacia del farmaco o cambiare i suoi effetti collaterali.

È sempre opportuno ricordare e sottolineare la necessità – per i farmaci liquidi – di adoperare medicinali contenuti all’interno di un dispositivo che ne consenta il giusto dosaggio in condizioni di massima sicurezza, soprattutto per anziani e bambini.

Il funzionamento di un farmaco biologico

Le modalità di funzionamento di un farmaco biologico possono essere paragonate a quelle che caratterizzano le proteine che il nostro organismo produce. Si pensi, per esempio, a una particolare categoria di proteine come gli anticorpi: essi sono in grado di riconoscere le proteine estranee che si trovano nei batteri e nei virus, e riescono a bloccare la loro attività legandosi a esse. In pratica, è per questo motivo che noi riusciamo a essere protetti dalle infezioni. Ebbene, un farmaco biologico opera nello stesso modo.

Quali sono i farmaci biologici

Nel novero dei farmaci biologici vanno elencati, tra gli altri, gli anticorpi monoclonali, alcune tipologie di ormoni e le terapie geniche. Essi vengono ideati e sviluppati in modo da essere in grado di agire su un particolare recettore, così che il processo della malattia possa essere modificato. I composti in questione hanno messo a disposizione metodi innovativi e opportunità inedite nell’ambito del trattamento di numerose gravi patologie, quali l’anemia, la sclerosi multipla, l’epatite, il diabete e il cancro: tutte malattie che, per merito dei farmaci biologici, possono essere trattate in modo più efficace.

I farmaci biologici contro il cancro

Nelle terapie oncologiche, in particolare, si ricorre agli anticorpi monoclonali, che sono strutturati in modo da legarsi alle cellule tumorali: affinché ciò sia possibile, sono in grado di riconoscere dei particolari recettori, che a loro volta sono delle proteine, presenti sulla loro superficie. Nel momento in cui gli anticorpi monoclonali si legano alle cellule tumorali, essi trasmettono al sistema immunitario un segnale finalizzato alla rimozione di quelle stesse cellule.

Differenze tra un farmaco biologico e uno tradizionale

I farmaci tradizionali vengono prodotti per sintesi chimica, ed è questa la differenza più significativa rispetto a quelli biologici. Questi ultimi sono il risultato di processi produttivi tanto complessi che una stessa molecola può garantire livelli di efficacia diversi se viene prodotta da aziende differenti. Questo è il motivo per il quale le tecniche di produzione di un farmaco biologico risultano complicate da riprodurre.

Chiaramente, tanto più la molecola è complessa quanto più è difficile caratterizzare e replicare la sua produzione. Per esempio, un anticorpo monoclonale ha un peso di più di 145mila Dalton ed è molto più complesso rispetto all’eritropoietina alfa, che pesa più o meno 30mila Dalton.

Farmaci innovativi

Un farmaco tradizionale, come si è detto, viene realizzato per sintesi chimica, mentre uno biologico è prodotto per mezzo di colture di cellule viventi. Non è questa, comunque, la sola differenza tra le due realtà. Infatti, i farmaci biologici sono immunogenici, mentre quelli chimici lo sono solo in minima parte. I primi, inoltre, sono instabili, il che vuol dire che sono sensibili alle condizioni esterne, a differenza dei farmaci tradizionali che sono stabili. Un farmaco chimico è totalmente caratterizzato; viceversa nel caso di un farmaco biologico, come accennato poco sopra, non è possibile caratterizzare in modo completo l’eterogeneità e la composizione della molecola. Mentre un farmaco chimico ha una struttura ben definita e un peso molecolare ridotto, quelli biologici si caratterizzano per una struttura eterogenea e un peso molecolare elevato.

Esempi di farmaci biologici

Il principio attivo dei farmaci biologici può essere ottenuto da organismi viventi con metodi di controllo dell’espressione genica o di DNA ricombinante.

Sono vari i gruppi di sostanze che rientrano tra i farmaci biologici: per esempio le terapie genetiche, le terapie tissutali e le terapie cellulari, ma anche i peptidi e le proteine ricombinanti. Tra queste ci sono i fattori del sangue, gli enzimi, i fattori di crescita, le interleuchine, gli interferoni e gli ormoni. Ancora, meritano di essere citate le molecole ingegnerizzate, una categoria che comprende i polimeri, i liposomi, i frammenti mAB e derivati e le proteine di fusione).