Lavoro

Ricircolo d’aria in fabbrica: perché scegliere il raffrescatore

Per offrire un ambiente salubre e sicuro ai propri operai, non basta studiare l’illuminazione, la disposizione dei macchinari e le norme di sicurezza: dovrà essere studiato con attenzione anche il ricircolo d’aria, in particolare in presenza di macchine che sviluppano molto calore o umidità.

Negli ultimi mesi, la pianificazione dei sistemi di areazione è perfino entrata a far parte del dibattito pubblico: in larga parte per il grave problema del coronavirus, e in maniera (purtroppo) più marginale per le problematiche legate all’inquinamento ambientale.

Ma in pochi sanno che un sistema d’areazione che non crea pericolosi ristagni d’aria negli ambienti di lavoro, e che, grazie ai suoi consumi bassissimi può propriamente essere definito eco-friendly, esiste già. Si chiama raffrescatore industriale: in questo articolo, esploreremo più approfonditamente questo tipo di sistema, illustrandone nel dettaglio il funzionamento e i benefici.

Il raffrescatore industriale: un principio antico sempre efficace

I raffrescatori industriali, detti anche raffrescatori evaporativi, si basano su un principio semplicissimo, noto fin dall’antichità: l’acqua, evaporando, sottrae calore.

Il metodo di funzionamento di questi raffreddatori, sfruttando questo principio, è altrettanto semplice: il flusso d’aria calda e secca verrà convogliato all’interno del raffrescatore, dove verrà caricata d’umidità. Tale umidità raffredderà il flusso d’aria di passaggio: si parla di diminuzioni della temperatura fino a 15 °C, se il flusso d’aria esterna, a 35 °C, ha un livello d’umidità che si aggira attorno al 20%. Infine, l’aria fresca verrà convogliata all’interno del luogo di lavoro tramite una bocchetta.

È vero: il principio di base che consente il funzionamento dei raffrescatori evaporativi è noto da migliaia di anni, ed è tanto semplice quanto intuitivo. Ciò nonostante, è molto importante sottolineare che grazie alle nuove tecnologie abbiamo potuto rendere più efficiente il processo di raffrescamento evaporativo.

Ogni raffrescatore è costruito con materiali che aumentano la performance in termini di raffreddamento dell’aria, ma sono anche ecosostenibili. Inoltre, il design delle celle interne dei raffrescatori è capace di migliorare ulteriormente l’efficienza del macchinario, grazie a metodologie di produzione che permettono di espandere la superficie di scambio termico.

Perché scegliere un raffrescatore per la fabbrica?

L’imprenditore che desidera rinnovare il sistema d’areazione della propria fabbrica, di solito, considera unicamente l’opzione dei climatizzatori a gas refrigerante. È vero: questa tipologia di climatizzatore è perfettamente capace di raffreddare l’ambiente, anche con alti tassi di umidità e calore di partenza. Il problema è che tali sistemi hanno un elevato costo energetico, che si ripercuote – naturalmente – sulla bolletta.

Inoltre, è da considerare anche l’elevato impatto ambientale: non parliamo solo di un elevato consumo elettrico, ma anche di un estensivo utilizzo di gas refrigeranti potenzialmente nocivi.

I raffrescatori, invece, hanno bisogno di una quantità di energia elettrica veramente irrisoria, soprattutto se paragonata ai consumi di un sistema di areazione industriale tradizionale. Le uniche componenti elettriche sono una pompa dell’aria e una pompa di ricircolo dell’acqua: l’entità del risparmio energetico si aggira addirittura sull’80% circa, se paragonati a sistemi tradizionali!

Inoltre – ed è importante considerarlo in tempi di pandemia – i raffrescatori impediscono il ricircolo della stessa aria, perché per poter funzionare devono “pescare” in maniera continuativa aria dall’esterno. Questo significa che sarà possibile raffreddare la fabbrica pur garantendo un ricambio d’aria continuo: sarà possibile immettere nell’ambiente di lavoro aria nuova e pulita, come se le finestre fossero sempre aperte, ma potendo contare sempre su aria fresca, pulita e senza polveri, e soprattutto libera da pericolose particelle virali vaganti come richiesto dall’Istituto Superiore di Sanità nelle sue direttive.

Insomma: i raffrescatori industriali sono un’opzione veramente interessante per il raffreddamento delle fabbriche e dei capannoni. Grazie al loro costo energetico irrisorio, al funzionamento che garantisce un ricircolo d’aria continuo, e alla loro sicurezza – anche in tempi di pandemia – sono l’opzione perfetta per l’imprenditore che desidera rinnovare il proprio sistema d’areazione, rendendolo più ecosostenibile e a prova di virus.