Galileo-webaia_800x533
Curiosità

Imparare a programmare, non è mai troppo tardi

Quello del programmatore è uno dei mestieri più richiesti del momento. Scrivere linee di codice, capire a fondo un programma e essere capace di creare applicazioni e risolverne le problematiche, sembra, a chi non è del mestiere, una vera e propria magia.

Stiamo parlando di interi nuovi linguaggi comprensibili solo a un programmatore con buone skill, e, sostanzialmente stiamo parlando del futuro.

Con l’aumento dei sistemi automatizzati, così come con l’onnipresenza della tecnologia in ogni ambito della nostra quotidianità, quella del programmatore diventerà una figura sempre più fondamentale, più anche che al giorno d’oggi, dove già nel campo del lavoro, un buon programmatore è davvero a cavallo.

Programmare richiede studio e moltissima pratica, bisogna scegliere un linguaggio a seconda dei nostri obiettivi e iniziare così a scoprire un mondo che può sembrare totalmente ostico, ma che non è in realtà così impossibile da approcciare come pensiamo.

Diventare un programmatore, è troppo tardi?

In molti si chiederanno se superata la soglia dei 18/20 anni siano già in ritardo per diventare programmatori. Come ci insegna un articolo comparso sul sito Webaia.com, la risposta è no. Se abbiamo passione e voglia di studiare (e soprattutto tempo), diventare programmatore è una cosa che si può fare a qualsiasi età.

Ci sono poi molte varianti nel tipo di livello che vogliamo raggiungere; se per esempio abbiamo intenzione di creare un videogioco o una semplice app, converrà in quel caso dedicarsi a programmi appositi, sistemi come Game Maker Studio che permettono con poche conoscenza informatiche di realizzare giochi interattivi, oltre che applicazioni. Se il nostro interesse è invece quello di immergerci nel mondo del lavoro, aprendoci nuovi possibilità, sarà necessario studiare, e non poco, sia in forma autodidatta che seguendo magari dei corsi, assolutamente non necessari comunque, dato che il web fornisce abbastanza materiale per diventare professionisti.

I linguaggi

La questione dei linguaggi è la scelta più complessa che ci troveremo a compiere: bisognerà infatti decidere se dedicarci alla programmazione per Android, o a quella per sistemi Apple, dovremo scegliere se diventare esperti di Flash o se vogliamo scommettere su Python. Sotto questo punto di vista tutto dipenderà dai nostri obiettivi e dal profilo professionale al quale puntiamo. Conoscere Java è tanto importante quando essere in grado di tirare su una applicazione con Phyton, tutto dipende da ciò che desideriamo e da come vediamo evolvere il mercato del lavoro.

Quello che è certo è che saranno necessarie molte ore di studio e pratica. È proprio questo l’ostacolo principale di chi desidera imparare a programmare magari mentre già svolge una professione.

La programmazione è una pratica complessa che impegna profondamente e che necessita moltissimo tempo per essere padroneggiata. Ci vuole quindi una forte passione, oltre che capacità di sacrificio se davvero vogliamo intraprendere questa strada; le soddisfazioni però che potremmo ottenere non hanno davvero prezzo.

Conoscere un linguaggio di programmazione può infatti significare trovare rapidamente lavoro, non un lavoro sottopagato, ma spesso e volentieri un mestiere con stipendi alti e con una tale richiesta che vi ritroverete a rifiutare numerosi offerenti, con la possibilità quindi di scegliere davvero dove e con chi lavorare.

Prepararsi a studiare

Tra manuali, siti web, corsi e software di training, le possibilità per iniziare sono infinite. È necessario però avere la voglia e la forza di dedicarsi a questa affascinante tecnica che, sempre di più, sta diventando un elemento fondamentale della nostra società.

Mentre leggi questo articolo, mentre utilizzi il tuo pc e navighi sui social, prova infatti a immaginare le linee di codice, le verifiche e tutte le persone che permettono che questa enorme struttura continui a funzionare.

Articoli correlati