EDITORIALE Galileo2001 (Renato Angelo Ricci)
Apriamo questa edizione del sito dell’Associazione 2001, in corso di revisione e di aggiornamento, con il ricordo del Prof.Tullio Regge, già Vice-Presidente e poi Presidente Onorario dell’Associazione Galileo 2001, deceduto il 24 ottobre scorso a Torino e di cui riproduciamo, in sua memoria, uno dei suoi più efficaci interventi a sostegno della missione dell’Associazione in difesa della libertà e della dignità della Scienza.



Tullio Regge: IL CORAGGIO DELLA SCIENZA
Con Tullio Regge, Premio Einstein per la Fisica, scompare uno dei protagonisti della Fisica Teorica non solo italiana ma a livello internazionale degli ultimi decenni, persona di grande intelligenza oltre che di squisita sensibilità e grande apertura mentale. I suoi contributi all’evoluzione della fisica moderna, dalle originali interpretazioni delle risonanze intermedie nei processi di alta energia mediante i cosiddetti “poli di Regge” nella correlazione tra momento angolare intrinseco (spin) ed energia delle particelle subnucleari, alla “geometrizzazione”della teoria della Relatività generale di Einstein che evita l’introduzione di complesse equazioni algebriche, allo studio dei “buchi neri” e ai più avanzati problemi di astrofisica, di cui egli fu ,tra l’altro, un brillante divulgatore, sono punti fondamentali della ricerca in fisica ed astrofisica,
Ma sarebbe fare un torto alla sua ampiezza d’ interessi e alla sua capacità di affrontare problemi di più evidente impatto socio-economico se non si ricordasse il suo impegno continuo e il suo coraggio nel mettere a disposizione la sua cultura e la sua esperienza nel sostegno alla battaglia, che di vera battaglia spesso ingrata si tratta, in difesa della corretta informazione scientifica contro l’oscurantismo culturale e ideologico alimentato da un ambientalismo radicale e di maniera. Fu infatti, a partire dalle prime controversie sul famoso “elettrosmog” ossia più propriamente il ”Rischio sanitario da campi elettromagnetici”, e sulle ricerche sugli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) che le sue ben motivate opinioni si incontrarono con quelle dell’allora nascente Movimento “Galileo2001” (promosso da Franco Battaglia, Renato Angelo Ricci, Ugo Spezia, Umberto Tirelli il 17 luglio 2001) con la redazione del Manifesto in difesa della libertà e la dignità della Scienza.
I temi critici di tale battaglia condivisi appieno da Tullio Regge (energia nucleare, ogm, campi elettromagnetici, criticità dello studio dei cambiamenti climatici, inquinamento, rischi sanitari ) da lui ampiamente condivisi lo condussero ad abbracciare le iniziative seguenti che condussero il 19 Febbraio 2003 alla fondazione dell’Associazione “Galileo 2001 per la libertà e la dignità della Scienza”. Ne fu egli stesso socio fondatore insieme con Battaglia, Ricci, Spezia e Tirelli e con Carlo Bernardini, Giorgio Salvini, GianTommaso Scarascia Mugnozza. Egli stesso fu eletto Vicepresidente insieme con Franco Battaglia, Carlo Bernardini e Umberto Tirelli ( Renato Angelo Ricci Presidente e Giorgio Salvini e Umberto Veronesi Presidenti Onorari, Segrtario generale Angela Rosati). La composizione del Consiglio Direttivo, e del Comitato promotore dell’Associazione sono riportati in calce oltre che nella presentazione degli Atti del Convegno Nazionale del 2004. Fu in quella sede che Tullio Regge presentò la sua relazione “Il Principio di Precauzione: Un trucco verbale”, una vera e propria “Lectio Magistralis”, un testo a futura memoria, una specie di messaggio in bottiglia che insieme con tutti gli interventi raccolti nel volume degli Atti del nostro primo e fondamentale Convegno del 2004, noi di Galileo 20001 abbiamo lanciato alla comunità scientifica, all’opinione pubblica, ai mezzi d’informazione,alla classe politica perché la verità scientifica, pur nei suoi limiti, possa prevalere di fronte all’arroganza dell’ignoranza presuntuosa.
Tullio Regge si era già impegnato in battaglie e attività di tutto rilievo, (a questo riguardo si vedano anche i suoi brillanti editoriali sui problemi ambientali nelle pagine de “Le Scienze”nel periodo della direzione di Enrico Bellone); era stato tra i protagonisti della clamorosa protesta, sempre nel 2001, dei mille scienziati, tra cui i premi Nobel Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini oltre a Edoardo Boncinelli, Silvio Garattini e Angelo Spena (questi ultimi avvicinatisi a Galileo2001) contro un vero e proprio atteggiamento oscurantista dell’allora Ministero delle Politiche Agricole (per la cronaca l’on. Pecoraro Scanio,definito in altro modo proprio da Tullio) nei riguardi della ricerca sperimentale sugli OGM. E ancora, nel periodo di più accesa polemica sul problema dell’”elettrosmog”, la sua partecipazione ai lavori del “ Comitato Internazionale di Valutazione dei Rischi Sanitari da Campi Elettromagnetici”, istituito dall’allora Ministero dell’Ambiente (ministro A.Matteoli, Capo di Gabinetto Paolo Togni) e organizzato dall’ANPA (Commissario straordinario Renato A.Ricci). Tale Comitato, formato, oltre che da Regge, da Francesco Cognetti, Richard Doll, Gabriele Falciasecca, Michael Repacholi, redasse un documento fondamentale sotto forma di Dichiarazione in versione italiana ed inglese che fu sufficiente a bloccare il decreto legislativo predisposto in pecedenza dal Ministro W.Bordon che fu già in precedenza fermato da Umberto Veronesi durante la sua permanenza al Ministero della Sanità nel Governo Dini. Il decreto legge fu ridimensionato e riportato a vincoli più ragionevoli in linea con gli altri paesi europei e con le raccomandazioni dell’ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection) . Un successo questo che risparmiò al Paese una spesa di 30 miliardi di euro (rapporto ANPA 3/2001). Quale altro risultato può essere invocato per considerare queste persone, scienziati disinteressati e di grande valore e prestigio per essere considerati benemeriti del Paese?
Del resto,rileggendo il rapporto di Tullio Regge sul Principio di Pecauzione qui riportato, si resta ammirati della fermezza delle affermazioni accompagnata da una chiara consapevolezza dei limiti della scienza che “non è infallibile ma non persevera nell’errore”ed è per questo più affidabile di qualsiasi dottrina. Ne deriva una qualità purtroppo rara, una dignitosa umiltà culturale che supera ogni pretestuosa contraddizione. La cosiddetta e tanto chiacchierata “onestà intellettuale” qui è fuori discussione. RAR.