ASSOCIAZIONE GALILEO 2001
ELEZIONI POLITICHE E PROBLEMI ENERGETICI


Chi vuole accingersi a governare il nostro Paese dovrebbe, a nostro parere, dimostrare piena comprensione della natura strategica fondamentale del problema energetico. Ciò per quanto riguarda sia l’impegno per la ricerca e l’innovazione sia la produzione e l’approvvigionamento di energia, poiché si tratta di elementi essenziali e imprescindibili per l’auspicata ripresa economica e lo sviluppo dei prossimi anni.
Il governo uscente aveva predisposto un documento sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN) portato alla consultazione di varie istanze, sul quale anche la nostra Associazione si era espressa con valutazioni e osservazioni di merito. Ci sembra importante oltre che auspicabile che le varie forze politiche si esprimano al riguardo formulando, in maniera più chiara ed estensiva, le proprie analisi e concrete proposte programmatiche. In particolare la proposta, cui si è associata una richiesta formale di varie Associazioni, tra cui la nostra, della convocazione di una
CONFERENZA NAZIONALE DELL’ENERGIA, assume particolare rilievo, soprattutto se intesa a coinvolgere anche le istanze scientifiche, tecniche ed industriali.
Il dato di fatto, fin troppo ripetuto senza chiare assunzioni di responsabilità, che il costo della bolletta energetica, in particolare quella elettrica (la più alta in sede europea), renda più difficile la nostra ripresa economica incidendo pesantemente sui redditi delle famiglie e sulla competitività dell’industria nazionale, non trova sufficiente riscontro nelle misure fin qui adottate. Ci si domanda quali azioni specifiche siano previste nei vari programmi, per ridurre tale fardello ormai insostenibile che si accompagna ad una delle più gravose dipendenze dall’estero per l’approvvigionamento dell’energia necessaria in linea generale.
Dovrebbe essere chiaro, inoltre, che l’enfasi data ai problemi ambientali comporta l’esigenza di non procedere ad un ulteriore forte impiego dei combustibili fossili che, malgrado possibili miglioramenti tecnici innovativi, non potrà certo contribuire alla richiesta riduzione delle emissioni di gas serra. Poiché d’altra parte, malgrado gli incentivi, difficilmente poco costosi, il contributo delle fonti rinnovabili non potrà che essere limitato per ragioni fisiche oltre che economiche,occorreà chiarezza sui modi con cui intraprendere una efficace e non costosa politica di riorganizzazione dei consumi energetici che comprenda risparmio ed efficienza soprattuto nel settore termico e consideri un corretto mix di fonti di energia. Al riguardo sarà importante constatare se e quanto si ritenga essenziale per lo meno l’importazione di energia elettronucleare e il mantenimento di una presenza del nostro Paese nel mercato internazionale di tale fonte di energia.
Occorre infine una seria politica intesa a superare l’impasse, tipicamente italiano, creato da opposizioni, spesso immotivate o preda di spinte demagogiche, di localismi e di cattiva informazione (il referendum del 2011 insegna), impostando una concreta ed efficace campagna d’informazione che premi la corretta conoscenza scientifica nel pieno rispetto delle giuste esigenze ambientali e sanitarie e permetta di valutare oggettivamente il reale rapporto rischi/benefici di ogni impresa di valore socio-economico.
Il problema energetico, così come ogni altro problema di sviluppo sociale, tecnologico e industriale è legato necessariamente ad una crescita culturale del Paese. A questa essenzialen ecessità non si potrà far fronte senza una politica rivolta ad adeguare concretamente le risorse materiali ed umane delle istituzioni di ricerca, delle università e delle varie istanze, molte delle quali benemerite, del mondo scientifico e tecnologico e dell’apparato tecnico-industriale del nostro Paese.