Cari soci e futuri soci,
in allegato a questa mail trovate la prima pagina de "Il Piccolo" di
Trieste, uscita ieri in edicola. I toni allarmistici del titolo,
così come il contenuto sbilanciato degli articoli interni, ci hanno
spinto a scrivere una lettera indirizzata al direttore della testata
giornalistica. Il testo è riportato qui di seguito.
Vi prego di farmi sapere entro lunedì mattina chi di voi desidera
essere inserito tra i firmatari della lettera.

Un caro saluto,
pres. Pierluigi Totaro

piccolo_5maggio2016



Egregio Direttore,
con riferimento alle edizioni del 5 e del 6 maggio, ci troviamo ad
esprimere il nostro disappunto per le modalità sensazionalistiche e
poco equilibrate con cui è stata riportata la notizia relativa
all'estensione dei termini operativi della centrale nucleare di
Krsko: un allarmismo assolutamente sproporzionato e un utilizzo di
una terminologia inadeguata e grottesca - per giunta in prima pagina
- che punta deliberatamente e a nostro avviso irresponsabilmente ad
evocare paura e preoccupazione nei lettori. Non possiamo credere che
ancora oggi ci siano organi di stampa che affrontano la questione
della sicurezza delle centrali - argomento innegabilmente delicato e
complesso - evocando lo spauracchio di chissà quale "incubo
nucleare", peraltro senza che questa tesi venga poi argomentata o
discussa con equilibrio e attenzione nelle pagine interne. I lettori
dovrebbero essere informati del fatto che le procedure per ottenere
l'estensione operativa di una centrale nucleare sono severamente
regolamentate, e meriterebbero di essere informati sulla reale
natura degli incidenti - tutti di lieve entità e senza alcun rilievo
radiologico o strutturale - che hanno caratterizzato la vita
dell'impianto di Krsko nei suoi 33 anni di attività. Opportuno
sarebbe distinguere chiaramente tra guasti ed incidenti, ed
utilizzare nella maniera più appropriata la scala internazionale
degli eventi nucleari e radiologici (INES), predisposta
appositamente per rendere immediatamente percepibile al pubblico,
con correttezza, l'entità di un incidente. Altrettanta cura ed
equilibrio andrebbero riposti nel trattare le questioni aperte -
come gli investimenti in atto o futuri sull'impianto - dando voce a
tutti i soggetti coinvolti e non limitandosi alle dichiarazioni
allarmate di qualche politico nostrano o degli esponenti delle
associazioni ambientaliste. Notiamo con dispiacere come si sia
purtroppo ancora una volta persa l'occasione per proporre ai lettori
un'analisi seria, critica e documentata dello stato di salute della
centrale di Krsko e delle misure di sicurezza che negli ultimi anni
sono state adottate, sotto la supervisione degli organismi di
controllo internazionale, anche facendo tesoro della lezione di
Fukushima.
Una cultura della sicurezza, soprattutto nell'ambito della
tecnologia nucleare, può essere costruita solo con un'informazione
completa, oggettiva, plurale e tecnicamente adeguata. Di questo c'è
grande bisogno, e di questo noi ci occupiamo giornalmente, come
associazione impegnata nella divulgazione scientifica in campo
energetico: negli ultimi 18 mesi abbiamo portato, in quattro diverse
occasioni, quasi 150 persone a visitare proprio l'impianto nucleare
di Krsko, costruendo un canale di confronto costruttivo con i
responsabili della centrale e contribuendo all'accrescimento della
cultura scientifica e tecnologica dei partecipanti. E' un impegno
che portiamo avanti con dedizione e passione, ma che potremmo
svolgere in maniera più proficua se non dovessimo quasi
quotidianamente confrontarci con degli organi di stampa interessati
solo ad un facile e redditizio sensazionalismo.


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Comitato Nucleare e Ragione
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R.A.Ricci, R.Habel