ASSOCIAZIONE GALILEO 2001



16 Febbraio 2012
Assemblea Generale degli Associati

Il giorno 16 febbraio 2012 alle ore 10.00 presso la Facoltà di Fisica – Edificio Marconi – Università “Sapienza” Piazzale Aldo Moro, 7 – Roma – si è riunita, in seconda convocazione, l’Assemblea degli Associati dell’Associazione Galileo 2001.
L'Assemblea ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo cosi' composto:

Composizione Consiglio Direttivo:
Prof. Renato Angelo RICCI - Presidente
 
Prof. Giovanni Vittorio PALLOTTINO - Vice Presidente Vicario
Prof. Umberto TIRELLI - Vice Presidente
 
Consiglieri:
Prof. Carlo BERNARDINI
Prof.a Cinzia CAPORALE
Prof. Roberto HABEL
Prof. Paolo SARACENO
Prof. Giorgio TRENTA
Ing. Giulio VALLI
 
Segretario Generale:
Dr.a Angela ROSATI
 
Collegio dei Revisori dei Conti:
Dr. Bruno ROMITI  - Presidente
Prof. Maurizio DI PAOLA
Prof. Odoardo CALAMAI




RELAZIONE DEL PRESIDENTE
(16 Febbraio 2012)

CONTESTO GENERALE. Questa relazione copre un periodo (2009-2011) che non è stato certamente privo di fatti e problemi che hanno investito il quadro politico-culturale del nostro Paese e di conseguenza tutte le questioni relative agli aspetti energetici, ambientali, scientifici, tecnici e industriali che sostanzialmente costituiscono lo spettro di interessi e di attività della nostra Associazione. Il riferimento principale sta, quindi, nelle iniziative ipotizzate e possibili, negli atti propositivi e nelle difficoltà che, in tale contesto, la nostra Associazione ha potuto e dovuto affrontare.
Inizierò pertanto con il focalizzare quello che nel corso dell’anno 2009 è stato il tratto essenziale della nostra presenza attiva come Associazione: il tema CAMBIAMENTI CLIMATICI e la discussione non scevra da divergenze e polemiche intorno al problema del RISCALDAMENTO GLOBALE e della sua possibile ORIGINE ANTROPICA. Ciò ha comportato posizioni e confronti dialettici anche all’interno della nostra Associazione, trattandosi di materia scientificamente in evoluzione e comunque, a mio parere, non ancora confortata da accertate solidità sia nel metodo che nel merito. Merito tuttavia della nostra Associazione è stato sicuramente, pur con i nostri mezzi limitati, quello di essere riusciti ad organizzare un Convegno “CLIMA, ENERGIA, SOCIETA’” di notevole richiamo e di indubbio successo sia per le partecipazioni che per il contenuto delle relazioni e dei dibattiti. La pubblicazione degli Atti che, purtroppo, ha richiesto un tempo maggiore del previsto, sempre per la carenza di mezzi adeguati, ha comunque permesso di diffondere una serie di informazioni, analisi e interpretazioni che hanno certamente costituito un messaggio di rilievo, apprezzato anche a livello istituzionale. Pur ricordando di avere, a seguito di tale iniziativa e delle sollecitazioni espresse in sede di Assemblea dei Soci del 14 ottobre 2009, cercato un contatto più esplicito al riguardo a livello politico, governativo e parlamentare, sia in forma di comunicati esplicatori sia in forma di richieste dirette, si deve tuttavia registrare come tale comunicazione sia comunque rimasta, in questa come in altre occasioni, abbastanza difficile e con risultati inferiori alle attese. In effetti l’aver ottenuto il patrocinio delle più importanti istituzioni governative e parlamentari e scientifiche (abbiamo avuto il piacere di avere presenti insieme i Presidenti del CNR, dell’ENEA e dell’INFN e di varie Associazioni scientifiche) oltre che il Patronato della Presidenza della Repubblica, un vero e proprio ascolto lo abbiamo avuto dal Ministero dell’Ambiente (leggi il direttore generale Corrado Clini) l’unico con relativo supporto finanziario, e da singoli parlamentari come il senatore Guido Possa.
Ciò malgrado, non sono mancate iniziative importanti e puntuali, riportate nella mia relazione all’Assemblea del 7 maggio 2010 nei vari campi d’interesse quali le prese di posizione sulla scienza del clima, l’energia nucleare e la disinformazione sui problemi ambientali.
Un aspetto significativo della nostra iniziativa è stato indubbiamente l’aver posto l’accento sulle necessarie correlazioni tra la questione climatica, d’indubbia caratterizzazione ambientale spesso enfatizzata, con la questione energetica e l’impatto sociale. Per questo il problema di una strategia energetica che, motivandosi in termini sia di attenzione ambientale che di sviluppo economico e sociale, tenga conto di un mix ottimale di fonti di energia considerate in tutti gli aspetti di realistici rapporti costi/benefici, in cui l’energia nucleare, lungi dall’essere demonizzata, debba e possa costituire un elemento necessario, se non essenziale, è stato posto in modo chiaro ed esplicito.
Del resto questa posizione che, in ambito di Galileo2001, trova un consenso pressoché unanime, ci ha permesso nel corso del 2010 e per la prima parte del 2011, di essere in posizioni di avanguardia, almeno per i suoi aspetti culturali, sul fronte della battaglia, che sembrava volgere in senso positivo, per il ritorno del nostro Paese nel novero dei produttori, oltre che utilizzatori, di energia elettronucleare.
In effetti, nel corso dell’anno 2010, appariva ormai accertato che, anche se le posizioni politiche si presentavano ancora lontane da chiare indicazioni e le resistenze ideologiche e le controversie pregiudiziali costituivano ostacoli non trascurabili, l’opzione nucleare per la produzione di energia elettrica nel nostro Paese potesse andare finalmente in porto per volontà di governo e con il supporto istituzionale e l’azione industriale. In questo senso l’attivazione di Galileo 2001, dimostrata dalla partecipazione, in sinergia non altre associazioni, a incontri a livello politico-parlamentare, quali ad esempio il TAVOLO NUCLEARE, promosso dall’On. Nizzi, che sembrava poter raccogliere posizioni e promuovere azioni concrete di supporto alla politica di ripresa dell’opzione nucleare in Italia, ha riscosso significativi consensi. E’ certamente stato questo l’aspetto che anche la nostra Associazione ha assunto come prioritario nella sua azione durante il 2011 trattandosi di una battaglia fondamentale per una vera e propria strategia energetica ormai necessaria per il nostro Paese.
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Non va dimenticato, al riguardo, che Galileo 2001, proprio in virtù di tali esperienze positive, è riuscito a ricostruire un SITO INTERNET più concreto ed efficace, almeno durante tutto il periodo in cui, oltre a farsi promotori di iniziative in relazione al dibattito energetico e climatico, si sono avuti collegamenti specifici ed efficaci con altre istanze, in particolare, l’AIN, l’IAEA, il FORUM NUCLEARE, e con la pubblicazione di interventi e notizie aggiornate.
Le azioni citate erano coerenti con la tradizione del nostro movimento, contribuendo alla battaglia culturale in appoggio ad una indispensabile opera di corretta informazione tecnico-scientifica. Tanto da far pensare di poter espanderne il consenso, soprattutto in seno alle comunità scientifiche e accademiche già raccolto con il convegno del 2009.
Purtroppo, ancora una volta, tale consenso, a causa anche dei nostri limitatissimi mezzi e risorse, non ha prodotto il concretizzarsi di effettive adesioni e partecipazioni non permettendo pertanto una rappresentatvità più adeguata anche in senso numerico della nostra Associazione. Ciò si è manifestato in modo più evidente nella seconda metà del 2011, in particolare dopo il referendum antinucleare e malgrado la chiamata a raccolta delle posizioni da noi espresse (vedasi l’APPELLO ALLA RAGIONE) che ebbe un notevole successo di adesioni e di consensi. Ma, come dirò in seguito, fu la sconfitta politica e culturale di tale battaglia, a disperdere la possibilità di formare un corpo, anche se minoritario, di capacità e convinzioni di concreta consistenza.
L’evento Fukushima è arrivato a sconvolgere, soprattutto per le modalità mediatiche e il riaffermarsi dello strapotere politico-culturale delle forze attestate su posizioni antinucleari, la possibilità dell’avvio di un dibattito sereno e ragionevole per una politica energetica adeguata alle esigenze concrete del Paese.
Il tentativo di riportare alla ragione un confronto reso comunque necessario da eventi imprevisti, condotto con il Tavolo Nucleare e il nostro richiamo alla ragione (ricordo che l’APPELLO raccolse più di 150 firme) accompagnandosi ad altre iniziative che tuttavia ridussero la loro efficacia per la confusione che si ingenerò a livello politico (governativo e parlamentare), oltre che a livello istituzionale, industriale e accademico e perfino giuridico. Il che lasciò campo pressoché libero alla solita propaganda antinucleare e alla disinformazione orchestrata tanto da ricordare i tempi di Chernobyl.
Non è qui il caso di una disanima puntuale della specifità del caso nucleare e per questo rimando ad analisi più approfondite che svolgeremo e che comunque sono in corso in altre istanze, come p.es. in ambito AIN e credo opportuno prenderne conoscenza come Associazione. (cfr. Documento AIN in corso di elaborazione). Per ciò che ci riguarda specificamente, dato il carattere e la missione di Galileo 2001, la nostra valutazione è che si debba riprendere più vivacemente e concretamente la battaglia culturale e d’informazione di cui la questione nucleare presenta uno dei vari aspetti magari più adatto a fare da cartina di tornasole.
Per questo il Consiglio Direttivo ha ritenuto di porre in evidenza la necessità e la possibilità di un’iniziativa di informazione e divulgazione su una materia che ha tutte le caratteristiche per essere considerata essenziale al riguardo e cioè la conoscenza della RADIOATTIVITA’. Ci stiamo pertanto organizzando per la pubblicazione di un volume adatto allo scopo.
QUESTIONI INTERNE E ORGANIZZAZIONE. Il quadro delineato presuppone una volontà e una capacità d’iniziativa che, tuttavia, non possono essere enunciate solo a livello teorico. Esse necessitano di un supporto organizzativo sia pure ridotto all’essenziale e di risorse, sia pure limitate. E’ questo il nostro punto dolente via via a malapena superato dalla buona volontà e dall’abnegazione di singoli che può andar bene per un MOVIMENTO d’OPINIONE, come lo fu Galileo 2001 alle origini ma non per un’Associazione con caratterizzazione formale a base statutaria. Il che, tra l’altro, produce qualche problema e pone dei vincoli formali alla legittimità delle iniziative.
Citerò le questioni più salienti.
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In primo luogo l’adesione dei Soci tenuti per statuto a essere in regola con le quote, anno per anno e non a scadenze estemporanee. A tutt’oggi i Soci in regola sono 19 rispetto ai 56 del 2011che si confrontano con i 94 del 2008, i 55 del 2009 e i 52 del 2010. Come si vede, l’attestamento sui 50-60 soci al 2009-2011 (dopo la punta massima del 2008) verrebbe alterato e la situazione non può considerarsi tranquillizzante. Soprattutto se si riscontrano due fattori essenziali: la eccessiva sproporzione tra il bacino d’interesse alla nostra Associazione (vedasi il consenso esplicito alle nostre iniziative come l’adesione all’Appello alla Ragione) e il numero di aderenti; e la scarsa disponibilità di molti di questi ultimi a mettersi annualmente in regola con le quote sociali, il che si manifesta anche a livello più rappresentativo, quando il pagamento delle stesse è possibile con semplici modalità (c/c bancario) come avviene per qualsiasi altra Associazione. Fare un ulteriore appello alla coerenza di questi soci mi sembra ormai fuori luogo e la domanda non può che essere: quanto interesse in essi vi sia ancora per la nostra comunità. Spero che da questa Assemblea venga un segnale più confortante.
Altro discorso è invece quello della promozione e del proselitismo che, in ogni caso va posto, malgrado la difficoltà che, anche a causa della ristrettezza di risorse e di situazioni contingenti che però rischiano di divenire croniche, si frappongono ad una campagna al riguardo.
Si è parlato anche di soci collettivi e di soci sostenitori che però, come risulta da altri esempi, finirebbero per costituire un corpo, se non condizionante, per lo meno influente in misura che potrebbe essere non congrua con gli scopi statutari dell’Associazione.
Va qui tuttavia esplicitato che la natura e la missione di una Società come la nostra ci rendono peculiari nel panorama associativo. Fortemente indipendenti e non legati ad alcuna posizione specifica sia di carattere politico che ideologico o di bandiera. La nostra bandiera è la difesa e la dignità della Scienza nei suoi metodi e nelle sue conquiste contro ogni oscurantismo e ogni disinformazione. E’ questa la nostra forza ma anche, purtroppo, la nostra debolezza dal punto di vista rappresentativo e quantitativo.
E’ un motivo di discussione e pertanto l’Assemblea ne prenda atto.
Per ciò che riguarda infine la
STRUTTURA e l’ORGANIZZAZIONE non c’è dubbio che vi è necessità di snellire alcune procedure, prima fra tutte la composiszione del CONSIGLIO DIRETTIVO che ha bisogno di essere semplificato e ridotto per esperimentate ragioni: la difficoltà di ottenere il numero legale (oggi con 13 componenti è spesso impossibile ottenere il quorum di 7 presenze) nelle riunioni decisionali e la ridondanza del numero di VicePresidenti. Va aggiunto che, con la scomparsa di Tommaso Scarascia Mugnozza e le recenti dimissioni, per giustificati motivi, di Ugo Spezia e di Francesca Quercia, saremmo comunque in debito di 3 consiglieri che lasciano pertanto vacanti in ogni caso 3 possibili sostituzioni. Il tutto è demandato alle elezioni del Nuovo Consiglio. Per il quale, sentito il C.D., si propone all’Assemblea di ridurre il numero dei componenti. Il numero attuale è di 13. Se ne propone la riduzione a 9 lasciando tuttavia all’Assemblea la decisione finale.
Altra proposta, anche al fine di allargare il lavoro e il contributo all’attività del C.D. potrebbe essere la costituzione di un Comitato Scientifico effettivamente operante sui vari temi di attualità, visto che il tentativo di Gruppi specifici di lavorio e/o di gruppi locali non ha trovato effettive possibilità.
BILANCI FINANZIARI. Il C.D. sottopone all’approvazione dell’Assemblea il Bilancio Consuntivo 2011 e preventivo 2012. Lascio al Segretario Generale e al Presidente del Collegio dei Revisori l’illustrazione degli stessi. Data la nostra proverbiale ristrettezza risparmiatemi commenti specifici avendo già chiarito la nostra situazione al riguardo, che comunque dimostra una amministrazione oculata e la più efficace possibile.
Mi auguro che l’Assemblea, nel discutere questa relazione che sottopongo alla Vostra approvazione, possa consapevolmente e rsponsabilmente dare un valido contributo alla missione e alle future iniziative di Galileo 2001, nel quale per più di 10 anni ormai ci siamo riconosciuti.
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Ringrazio tutti i Soci, i membri del Consiglio Direttivo uscente, in particolare il VicePresidente Vicario Giovanni Vittorio Pallottino, i Vicepresidenti Cinzia Caporale, Carlo Bernardini, Umberto Tirelli per la collaborazione di questi 3 anni e rivolgo un particolare apprezzamento al Consigliere Angela Rosati e al Segretario Generale Giulio Valli per il lavoro assiduo e prezioso in tutte le questioni organizzative, amministrative e di supporto alla Presidenza. L’apprezzamento è esteso al Presidente del Collegio dei Revisori Dr. Bruno Romiti e ai membri Odoardo Calamai e Maurizio Di Paola.
Sento inoltre il dovere di ricordare con conmmozione il Prof. Tomaso Scarascia Mugnozza che ci ha lasciato nel corso del 2011, e che ci ha sempre confortato con la sua illuminata saggezza offrendoci sempre la Sua collaborazione.
Mi preme inoltre, nel momento in cui lasciano il Consiglio Direttivo, esprimere il mio apprezzamento a Francesca Quercia e ad Ugo Spezia ricordando con quest’ultimo con una certa nostalgia la collaborazione decennale a partire dalla fondazione di Galileo 2001.
Grazie e BUON LAVORO
Renato Angelo Ricci